Sono nato il 3 dicembre di 38 anni fa, splendida famiglia, papà intraprendente, mamma prudente, sorelle aria pura. 3,8 kg, sesso maschile, sana e robusta costituzione, così dissero. Mi mostro al mondo irrequieto e pensieroso, timido ma estroverso, sin da subito.

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Seguo il classico percorso di tanti bambini fortunati in Italia: asilo, materne, elementari e medie. Fino a quel momento tutto filava liscio, “bim bum bam”, macchinine, sport e occhi incantati. Inizia l’età ingrata, la più bella e complessa di tutte, l’adolescenza. Mi iscrivo al Liceo Scientifico Banzi, indirizzo PNI (piano nazionale informatica) e chi ha mai toccato un computer lì dentro!  Animo ribelle e pensiero critico mi portano ad essere rappresentante di classe, di istituto e di un’associazione studentesca. Mi impegno nello sport; pallavolo. Una buona predisposizione e l’amore per il concetto di base: tre brevi tocchi per esaltare una squadra. Brevi ed intense passioni, qualche innamoramento, una cotta breve e non corrisposta con la batteria e tanta passione per la politica, l’informazione e l’economia. Inizio a lavorare sin dai miei 16 anni. Barista, cameriere, volantinaggio, organizzatore eventi; il mio CV a 18 anni è già colmo di esperienze, il mio salvadanaio no e neanche il mio profilo previdenziale. Proseguo come un buon 60% dei meridionali e l’adolescenza si interrompe. Decido che è ora di emigrare. Università, si parte.

Milano mi attende e parecchio. 14 ore di treno Intercity notte con ritardo per guasto ad Ortona. 18 anni, 1 valigia, 2 borsoni e 1 scatolone di cartone; piccoli numeri, grandi preoccupazioni.

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L’università Iulm richiede soldi, tempo e impegno, ma nel giro di un anno mi ambiento ed inizio a fare del mio meglio. Stage dentro e fuori dall’università, inizio a praticare il marketing nel senso più concreto. Borsa di studio a Malaga, apprendo la lingua e torno a Milano, che noia è ancora grigia, allora prendo tutto e parto per Londra, il suo grigio mi affascina di più. Lavoro e seguo dei corsi per migliorare l’inglese. Anzi da buon italiano sono partito dicendo così ma in realtà andavo ad impararlo. Rientro a Milano, per laurearmi, e tra un professore perso per sempre, Carlo Alberto Ricciardi, eccellente economista e docente di economia politica, scomparso per una malattia, ed un grande professionista come Luca Pellegrini, scrivo e presento la tesi su “il marchio che fa la differenza, Salento d’amare”.

Inizio a svolgere altre attività: gestione della fascia oraria per gli aperitivi in un bar in località Baia Verde a Gallipoli, uno stage presso Intermode Milano e ancora un contratto con l’Università Iulm che mi consentirà di tenere delle lezioni tematiche sul turismo, presso i licei Turistici sparsi su tutto il territorio nazionale, e sessioni di orientamento per tutte le scuole d’Italia.

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Un’altra volta Londra, questa volta su suggerimento dei miei ex docenti “scappa finché sei in tempo”; consolante vero? Lavoro come un dannato fino a mettere da parte ciò che mi serviva per iscrivermi ad un corso per avere gli attestati che ti permettono di dire che sai l’inglese. Poi un bivio: accettare la proposta di un lavoro in agenzia ad Oxford Street (14 sterline l’ora ed ufficio in una palazzo di vetro di 28 piani) oppure tornare in Italia? Scelto: Romamaster in marketing turistico presso Centro Studi Cts. Avevo vinto una borsa di studio e volevo provarci; illuso, il circuito dei master e della formazione è malefico. Mi innamoro della città e decido di insistere. E’ il 2011 e mi iscrivo al Movimento 5 Stelle ed inizio ad esserne attivista appassionato e presente, nel II Municipio di Roma. Stage presso un tour operator, brevissima esperienza in un call center, steward presso il PalaTiziano un tentativo come commerciale, fino a capire che senza la “specialistica” in Italia diminuisce ulteriormente il margine di successo. Fatto: Organizzazione e marketing per la comunicazione d’impresa a “La Sapienza”. Tesi in “marketing 2.0 e social media, nuovi strumenti per il consenso politico”. Mi specializzo sulla gestione web e social della comunicazione ed inizio a vendere la mia professionalità acquisita con ottimi riscontri in termini qualitativi e quantitativi. Primi incarichi da spin doctor e qualche lavoro sul digitale.

La mia tesi diventa un libro grazie all’interessamento della casa editrice EAI (qui l’articolo sul mio libro in Affari Italiani) . E’ il 2016, mi sposto dalla Capitale, dove continuo le mie attività da trasfertista, come collaboratore parlamentare e non solo. A Lecce mi svincolo dalle inutili e controproducenti collaborazioni, fondo lo studio che porta il mio nome. Assumo incarichi di formazione, collaboro da articolista per alcune testate online e, con il mensile Corriere di Roma, inizio un percorso che mi porterà ad essere iscritto nell’elenco dei giornalisti pubblicisti.

Accetto la candidatura a consigliere nelle amministrative del 2029 nelle liste del Movimento 5 Stelle di Lecce, per Arturo Baglivo sindaco, ottengo un lusinghiero secondo piazzamento in termini di preferenze. Mi definisco attivista attento, cittadino informato, uomo libero. Partecipo ad incontri, iniziative e manifestazioni con realtà associative e civiche con cui condivido passione e ideali che mi porteranno ad esserne la sintesi per una proposta di candidatura alternativa come primo cittadino di Lecce.

Antepongo le idee alle ideologie e credo fortemente nel valore del merito, della lealtà e della passione in politica. Comprendo le dinamiche della realpolitik ma allo stesso modo riconosco la differenza tra accordo e inciucio, tra leadership e idolatria, tra sentire e ascoltare. Propongo perciò a tutta la cittadinanza di provare ad andare oltre, di mettere da parte i propri egoismi, le proprie esigenze e di fare uno sforzo collettivo per dialogare sui temi, non sulle posizioni, provando tutti insieme a ricostruire una comunità attorno ad un progetto di rilancio economico, sociale, culturale e politico della città. Un programma che parta dall’equiparare l’importanza del cosa fare al come farlo. Che segua una strategia complessiva ed integrata, senza abbandonarsi alle necessità immediate del consenso. Un programma che porti Lecce e i leccesi oltre i luoghi comuni.